Tra il 2025 e il 2029 le imprese italiane cercheranno tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori. In un paese che occupa la 34esima posizione su 36 nel tasso di occupazione OCSE, con milioni di inattivi e giovani che emigrano.

I due dati sembrano incompatibili. Non lo sono. E capire perché è la cosa più utile che puoi fare se stai cercando lavoro o se stai cercando persone.

Da dove arrivano 3,5 milioni di posizioni

La maggior parte di questo fabbisogno non nasce dalla crescita economica. Nasce dal ricambio strutturale: pensionamenti, abbandoni, riconversioni settoriali. Persone che escono e lasciano una sedia vuota che qualcuno dovrà occupare.

È una distinzione importante. Non stiamo parlando di un'economia che esplode e crea posti nuovi. Stiamo parlando di un paese che invecchia e deve sostituire chi se ne va. Il che rende la domanda più stabile e meno legata ai cicli economici.

La distribuzione geografica smentisce un luogo comune. La Lombardia guida con 592.000-683.000 posizioni previste, oltre il 18% del totale nazionale. Ma il Sud e le Isole insieme concentrano circa il 30% della domanda: la Campania prevede tra 280.000 e 314.000 posizioni, la Sicilia tra 221.000 e 246.000.

Il paradosso: metà dei profili qualificati è introvabile

Nel 2025 le imprese hanno considerato introvabile il 47% dei laureati e dei diplomati ITS che cercavano. Per i tecnici ITS Academy si arriva al 57,3%, per i laureati al 50,9%.

Nei bollettini mensili più recenti il mismatch tra domanda e offerta resta stabile tra il 45% e il 50%, con picchi molto più alti sui profili tecnici.

Non manca il lavoro. Manca l'incontro tra chi cerca e chi offre. Mancano le competenze giuste nei posti giusti e una politica attiva del lavoro che funzioni.

Le professioni con lo squilibrio più forte a favore dei candidati

Tecniche e digitali. Sono le professioni con il tasso di irreperibilità più alto: ingegneri (58.700 posizioni, irreperibilità 58,8%), tecnici in campo ingegneristico (66.500 posizioni, irreperibilità 65,6%), tecnici informatici e delle telecomunicazioni (52.800 posizioni, irreperibilità 59,5%). A queste si aggiungono data scientist, specialisti in big data analytics, esperti di cybersecurity e ingegneri IoT.

Sanità e assistenza. I tecnici della salute richiedono 154.100 nuove figure. Le professioni infermieristiche e ostetriche hanno un tasso di irreperibilità tra il 76% e l'84%, con circa 65.000 posti infermieristici scoperti. Cresce anche la domanda di OSS e assistenti domiciliari, spinta dall'invecchiamento della popolazione.

Commercio, vendite e servizi. È il blocco più numeroso in valore assoluto: 290.900 addetti alla segreteria e agli affari generali, 271.700 addetti alle vendite, 214.200 nella ristorazione, 89.400 nell'accoglienza clienti.

Costruzioni e manifattura. Spinte da PNRR e transizione energetica: 88.100 operai edili, 60.300 addetti alle rifiniture, 58.400 meccanici e montatori. Le stime più recenti indicano un fabbisogno fino a 271.000 tecnici per costruzioni e infrastrutture nel medio termine.

Green economy. Trasversale a più settori: 124.000-148.000 operai specializzati per riqualificazione energetica e bioedilizia, 105.000-114.000 specialisti in finanza verde ed ESG, 51.000-59.000 ingegneri per efficienza energetica ed economia circolare.

Cosa farne se stai cercando lavoro

Il primo punto è scegliere il campo dove hai più probabilità. Candidarsi in un settore con il 60% di irreperibilità è una partita diversa dal candidarsi dove ci sono duecento persone per un posto. Non è arrendersi: è capire dove il tuo profilo ha un vantaggio strutturale.

Il secondo riguarda la formazione. Gli ITS Academy mostrano un'occupabilità più rapida di molti percorsi generalisti, con una domanda altissima e persistente. Se stai valutando una riqualificazione, guarda i percorsi tecnici prima di un master generalista.

Il terzo è geografico. Il Sud concentra quasi il 30% della domanda nazionale. Se hai competenze tecniche, lì la concorrenza è più bassa e la domanda esiste. Non è un ripiego.

Cosa farne se stai assumendo

Il tempo di reperimento dei profili tecnici e STEM è il principale collo di bottiglia. Se il processo di selezione dura sei settimane, i profili migliori li perdi tutti: nel frattempo hanno accettato un'altra offerta. Non perché la tua azienda non sia attraente, ma perché il mercato si muove più veloce del tuo processo interno.

Ampliare i criteri di ricerca alle competenze trasferibili aiuta a colmare parte del mismatch. Molti candidati hanno quello che cerchi, ma lo descrivono con parole diverse dalle tue. Un filtro troppo rigido su keyword specifiche esclude profili validi prima che qualcuno li legga.

Il muro tra domanda e offerta

Questi dati raccontano un paese dove le aziende non trovano persone, le persone non trovano lavoro, e in mezzo c'è un sistema di incontro che non funziona.

Non è colpa dei candidati che mandano CV. Non è colpa delle aziende che cercano. Il problema sta nel mezzo: annunci scritti male, filtri automatici tarati su keyword rigide, competenze descritte con un linguaggio diverso da quello di chi le possiede.

Capire dove sei davvero compatibile, prima di candidarti, è la differenza tra mandare duecento CV a vuoto e mandarne dieci mirati. I dati di mercato servono esattamente a questo.

Domande frequenti

Fonti: Sistema Informativo Excelsior (Unioncamere, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), previsioni dei fabbisogni occupazionali 2025-2029. I valori sono espressi come intervalli minimo-massimo secondo gli scenari di previsione utilizzati dalle fonti originali.